gennaio 14, 2008

Grand Bassam Cote d'Ivoire

novembre 29, 2007

il martirio dei metalli


' non si puó trasformare una cosa in un'altra di differente natura se in precedenza questa non sia stata ridotta in cenere, calce o terra. '

anonimo

novembre 07, 2007

a proposito della luce

Il lume é della mente, fuor d'essa esistono solo realtá vibratorie, eventualmente visibili, ma non c'é visione; alla forma luminosa creata dalla mente, gli stimoli oculari offrono soltanto materia occasionale. Gli Scolastici dicevano: la caverna centrale del cervello imprime sulle notizie recate dagli spiriti dei sensi le immagini. Non c'é immagine senza lume che la tracci, e l'essenza di quel lume si coglie nella sua purezza formale nei sogni.
I fuochi terrestri non sono che impronte, su materie diverse (psichiche, minerali), della luce del mondo onirico. La forma, che modella il gesto infuocato come la pietra invetriata, é contenuta nell'immaginazione. Ma persino le pure immagini, i modelli formali, pur permanenti come sono rispetto alle loro incarnazioni modellate, concrete, appaiono ingannevoli, sono un'illusione rispetto all'eternitá, all'assenza di ogni forma o modello; la sapienza che largiscono é inferiore all'esperienza di chi si estingue nell'assoluto, nella fonte di ogni luce.

'Elémire Zolla'

novembre 05, 2007

nouvelle héloise


"La ragione dell'illusione è a questo mondo l'unica che meriti di essere abitata, e tale è la nullità delle cose umane che...null'altro è bello all'infuori di ciò che non è".

ROUSSEAU

ottobre 23, 2007



Che cosa sono i ritmi nel verso? Sono gli spettri d'un corpo che accompagni danzando il grido d'un'anima.






E' ora famelica.

E' ora famelica, l'ora tua, matto.

Strappati il cuore.

Sa il tuo sangue di sale
E sa d'agro, è dolciastro essendo sangue.

Lo fanno, tanti pianti,
Sempre più saporito, il tuo cuore.

Frutto di tanti pianti, quel tuo cuore,
Strappatelo, mangiatelo, saziati.



Destino

Volti al travaglio
come una qualsiasi
fibra creata
perchè ci lamentiamo noi?



GIUSEPPE UNGARETTI


ottobre 04, 2007


Un uomo ragno blu e rosso

Arnaldo ha quarantotto anni, il figlio sordomuto e la casa a Cortina.

Arnaldo è nato a Enna ma vive a Mondovì.

Arnaldo porta sempre pantaloni con le pens, e con quelle gambe corte il culetto gli sta tondo nei pantaloni.

Ad Arnaldo piace cucinare il pesce, che gli ricorda sua madre, allora la domenica il pranzo lo prepara lui, e manda sua moglie Susanna sul divano.

La domenica le cose si fanno bene, e manda il figlio a disegnare.

E il figlio, ogni domenica gli fa un uomo ragno.

Invece di lunedì si lavora.

Mangia a casa con la sua Susanna, e il figlio ogni lunedì gli regala

il disegno blu e rosso con scritto uomo ragno sotto.

Poi va a prendere il caffè e si incontra con gli altri due.

Fanno centocinquanta chilometri. Arnaldo che è il più vecchio non guida per riposare e intanto si fa la striscia.

Quando arrivano aspettano un momento, due scendono uno resta.

Alla cassa un vecchio con la faccia molle apre il cassetto e mette i soldi tutti.

-Fai presto testa di cazzo.

Dietro al vecchio c'è un disegno dell’uomo ragno blu e rosso con scritto uomo ragno sotto e,

buon natale nonnino.

Via veloce, venti chilometri e fanno la striscia,

Quando arrivano Arnaldo pensa,

Forse, voleva un uomo ragno suo figlio per natale .

settembre 05, 2007

avessimo avuto 10000 fantaccini

E ogni volta un generale dice a un giovane e volenteroso ufficiale: vai fino alla certa collina di Smirnz, e dici al tale principe Bobochuk di far avanzare subito i dragoni. Il giovane e volenteroso ufficiale si mette a cavallo e parte, attraversa i campi cosparsi di cadaveri e si perde. Oppure arriva a destinazione, ma non ci trova nessuno.
Mai una volta che questi dell'esercito russo riferiscano un ordine. Tutto succede per caso. Le battaglie si vincono e si perdono perchè capita.

Nessuno fa sapere ai tali pezzi d'artigliera che è ora di ritirarsi, quelli continuano a sparare e mandano a carte quarantotto (anche se il 48 non c'era ancora stato) tutti i piani dei francesi, e la battaglia è vinta.
Poi magari una compagnia di fucilieri di Minsk appostata nella boscaglia fa fuoco al momento sbagliato e becca una divisione di ussari che andava alla carica nella direzione sbagliata, e la battaglia è persa.

Poi uno dice che Napoleone è un grande stratega. Ma 'sti russi maledetti non erano capaci di riferire un solo ordine, li avremmo sconfitti anche noi, avessimo avuto diecimila fantaccini.
Solo non ci hanno fatto provare.